Rcs chiude il quotidiano free City? La redazione occupa il web

di Fernanda Moneta

city

Uscendo al volo dal treno o dalla metropolitana che alla mattina porta sul posto di lavoro, forse il lettore assonnato, concentrato sugli obiettivi che dovrà raggiungere in quella giornata, non si sarà accorto che la copia di “City”, regalata dai ragazzi in pettorina, da febbraio non ci sarà più.
L’editore Rcs, uno dei più importanti gruppi editoriali del paese, ha deciso di tagliare. Nessuno mette in dubbio che abbia le sue buone ragioni imprenditoriali. Da collaboratrice, il mio ricordo di Rcs è di un editore che paga.

Anche la Mondadori ha dovuto alzare il prezzo di una sua testata di altissima qualità di parecchi euro in una volta sola, causa l’aumento delle materie prime. La scelta era tra alzare il prezzo e rischiare l’abbandono degli esigentissimi lettori o abbassare la qualità di stampa e in definitiva, perdere il target. Scelta paradossale.

Dispiace, per i colleghi. Speriamo che trovino il modo di continuare a lavorare, perché il lavoro, in questa nostra epoca, serve a vivere, ma anche a esistere.
Come lettori, c’eravamo abituati a quell’omaggio che consentiva a tutti noi di essere informati con un colpo d’occhio e risparmiare il prezzo di un quotidiano, a meno che non si volesse approfondire un argomento. E, dobbiamo dire, per noi la cosa accadeva più spesso di quello che si può credere.

“City” è come il menù in un ristorante: se ti piace un piatto, lo compri. Ora, che non avremo più questo colpo d’occhio garantito, saremo costretti a guardare più spesso internet e il televideo. Come cambierà la nostra scaletta quotidiana? Che ricaduta avrà sulle vendite degli altri quotidiani, questa mancanza? Vedremo.

Intanto, la redazione ha proclamato un legittimo stato di agitazione permanente (mano sul cuore: chi non lo farebbe?) e ha varato un pacchetto di proteste multimediali: occupazione del proprio sito web http://city.corriere.it/, profilo Facebook, colonna degli sms.

Da qualche giorno, quindi, sia sul sito del giornale che su Facebook sono disponibili gli aggiornamenti sullo stato della protesta. Chi vuol dire “no alla chiusura di City” (tentare non nuoce) può scrivere all’indirizzo city@rcs.it o mandare un sms al 342411173: i testi saranno pubblicati sul giornale.

La redazione di “City” ha anche deciso di sospendere i turni di ribattuta, che sono gli straordinari, spesso notturni, spesso non pagati, fatti dalla redazione per aggiornare a qualsiasi ora, ma comunque prima dell’andata in stampa, le notizie che si leggono il mattino, ad esempio i risultati delle partite di calcio.

Per chi volesse sapere come funziona grosso modo ancora oggi la redazione di un giornale, consiglio il film Cronisti d’assalto con (tra gli altri) Mikael Keaton e Glenn Close.
Per chi invece volesse sapere qualcosa di più su come funziona la crisi che ci ha investiti, consiglio il documentario Premio Oscar 2010 The inside job di Charles Ferguson.


Pubblicato su: Art a part of cult(ure)
ISSN: 281-4760
Data: 27 gennaio 2012

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