Vuoi ballare con me, in Cielo…

di Fernanda Moneta

lorella-cuccarini

Meno male che il doppio telecomando non mi spaventa, perché, navigando nell’immensità ridondante del digitale terrestre ho scoperto, questa sera, just in time, il canale “Cielo” (cugino di Sky, se non erro) e, in questo, una bellissima trasmissione di Lorella Cuccarini.

Premetto che lei l’ho vista da poco su Mediaset: “bizzarro” che non abbia fatto neppure un accenno a questa sua trasmissione. In questo periodo in tv ci sono tante “marchette” (scusate il termine gergale), tra chi ti vende il CD con le canzoni di Natale e chi ha scritto un libro per Mondadori. Avete sentito dire da qualcuno, che esiste il canale Cielo? Forse una volta, a mezza voce, su TV Talk, Rai. Forse. Ad ogni modo, “Vuoi ballare con me” ha la scenografia delle solite gare di talenti: una pista con davanti la postazione dei giurati.

Fin qui nulla di nuovo. Ed infatti, stavo per cambiare canale.
Poi: il miracolo. Nessuno urla, nessuno che si agita, incontinente, sulla sua bella sediolina, nessuno si scaglia contro nessuno.
I giurati, nomi di rispetto, guardano davvero quello che accade sulla scena, mostrano vere emozioni, condivisibili, esprimono giudizi senza offendere nessuno. Anni luce distanti dalla quotidianità televisiva.
Ma il meglio del programma, è il tema: i figli ballano con i genitori. Allora vedi i Felice, mamma e figlio, che montano una coreografia tra il pop del Diario di Bridget Jones e Casalinghe disperate. Una piccola chicca, di cui sono fieri, ma in modo umano e non subumano. Gioiscono della vittoria senza “aò”, “alè” o “evvai”. Gioiscono senza infierire. Vedi padre e figlia che non si parlavano da anni e che si reincontrano per ballare, che traducono in danza i problemi del loro rapporto. Li guardi e ti commuovi. Ma in modo naturali. Perché i primi ad essere emozionati e commossi sono loro. Se sono attori, sono da Oscar. Ma non mi hanno dato l’impressione che recitassero. E questo, in una tv dove ultimamente anche le concorrenti dei quiz sembrano delle mondane, è un fatto che rasserena.
“Vuoi ballare con me” è una trasmissione che tocca un tema profondo senza l’ipocrisia infernale di certi luoghi della tv in cui si piange urlando “papà ti amo!”, come se in Italia fosse normale dire “ti amo” a un genitore.
Ora sposterò “Cielo” dal 14esimo posto al primo. Per respirare un po’, per dare ossigeno al cervello, per riposare lo spirito.
C’è troppa violenza, in tv, è vero. Ma anche troppa falsità. Troppo sarcasmo. Troppa furbizia. Troppe metafore e parole spezzate. Troppe cose dette a metà.
Mi piace vedere che c’è altra gente, oltre a qualche amico e collega, che fa il suo lavoro a testa bassa. E non ha vergogna di pensare. Sabato prossimo, alla sera, dategli un occhio e fatemi sapere.


Pubblicato su: Art a part of cult(ure)
ISSN: 281-4760
Data: 13 gennaio 2010

 

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