Marco Bellocchio: a retrospective al Moma di New York

di Fernanda Moneta

Marco_Bellocchio_FCI_Tokyo_2010

Marco Bellocchio

Il MoMA di New York (http://www.moma.org/) dedica una retrospettiva all’opera del regista italiano Marco Bellocchio. Fino al 7 maggio (dal 16 aprile) presso i Roy and Niuta Titus Theaters i nostri cugini d’oltremanica potranno fare un ripasso generale di Storia del cinema italiano (http://www.moma.org/visit/calendar/films/1468).

Annunciata come uno degli appuntamenti più attesi di primavera, la panoramica consentirà al pubblico e alla critica di oltreoceano di fare il punto, di cogliere tutta l’attualità della produzione di un autore che è stato oggetto di culto con il clamoroso film d’esordio I pugni in tasca, ma anche (in Italia, almeno) con La Cina è vicina, opera che sgorga dalla passione maoista di Bellocchio, che in quegli anni militava nell’Unione Comunisti Italiani (fonte: Wikipedia_http://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Bellocchio). A quanto pare qualcosa è cambiato. Opere, quelle di Bellocchio, insieme radicali e spettacolari. Forse grazie anche agli studi che il regista ha fatto a Londra e all’incontro con Andrea Camilleri, scrittore che oggi, con il suo Montalbano, negli Stati Uniti ha tantissimi fans.

Tra i film presenti a New York, vanno segnalati Enrico IV (1984), Vacanze in Val Trebbia (1980) e Gli occhi, la bocca (1982), non fosse altro perchè per l’occasione vengono presentati, in anteprima mondiale, in versione restaurata. L’evento è stato possibile grazie anche alla RIPLEY’S FILM, uno dei partner dell’iniziativa, assieme a Luce-Cinecittà e Rai Cinema.

Il restauro delle immagini è stato realizzato a Roma, a partire dai negativi originali in 16mm e 35mm, presso i laboratori Rbc e Fotocinema, grazie all’impiego di tecnologie analogiche e digitali a 2K.

Il sonoro dei film, in particolare, è stato masterizzato a partire dalle colonne magnetiche originali e restaurato da Fabio Venturi.

Il restauro del cinema garantisce una nuova fruibilità di opere costituzionalmente fragili, come diceva Pier Paolo Pasolini in Alle Nuove Generazioni (cfr. Filmcritica n. 467/477). L’augurio è che molti altri film vengano tolti dal cassetto. Per le nuove generazioni.

 


Pubblicato su: Art a part of cult(ure)
ISSN: 281-4760
Data: 26 aprile 2014

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