8° Florence Korea Film Fest: cinema sudcoreano inedito

di Fernanda Monetaflorence_korea_film_festivalSi è chiusa l’ottava edizione del Florence Korea Film Fest, rassegna di cinematografia sudcoreana, che ha avuto luogo presso il Cinema Odeon, Ex3 e Biblioteca delle Oblate, a Piazza Strozzi, Firenze, Italia, organizzata dall’associazione Taegukgi, diretta da Riccardo Gelli.

In programma, circa 30 film gran parte dei quali sono prime visioni italiane ed europee, più un concerto dei Loveholic, pop band di Seul.

onefinesrpingdayIl primo a portare in Italia in cinema coreano è stato il Torino Film Fest che all’epoca (erano gli anni 80) si chiamava ancora Festival del Cinema Giovani di Torino, con una corposa retrospettiva di film indipendenti realizzati da autori dello Yallasheong, tutti legati alle Accademie di Belle Arti e alle Università sudcoreane. Si trattava di eroi dietro la macchina da presa, che registravano i soprusi, le violenze e la brutalità del regime che all’epoca dominava la Corea. Si trattava di film dal cuore agit prop.

All’epoca, il cinema di serie A era totalmente in mano a una struttura governativa che lo controllava passo passo, fornendo nel contempo grossi mezzi tecnici. Ecco perchè, il cinema sudcoreano ha sviluppato una straordinaria qualità visiva e contemporaneamente un uso disinibito di metafora, allegoria e ibridazione di registri contrastanti.

Da sempre è legato al mondo delle Accademie di Belle Arti e alle Università. È lì che si formano gli autori. Oggi che essere indipendenti è legalmente possibile, resta il fatto che si rischia di non venir distribuiti all’estero, se non tramite il passa parole dei Festival.

Ad esempio, i film di Hur Jin Ho, mai distribuiti in Italia, rappresentano una delle manifestazioni più significative e originali della creatività formale e narrativa del cinema sudcoreano contemporaneo. Finalmente sarà possibile vederli a Firenze.

Nella sezione K-Horror, sette film dell’orrore di vari autori, tra cui Park Ki Hyung (anche lui presente al Festival), autore che ambienta i suoi film horror nelle scuole per denunciare il clima di violenza e bullismo indotto dall’ambiente sociale che si respira in questi contesti. L’horror è uno dei generi cinematografici che ha maggior successo al botteghino, in Corea del Sud, dov’è anche seguito da una critica specializzata. Non si può non ricordare che questo filone è amatissimo in Giappone, dove trova spazio anche nei manga e in letteratura.

Un successo, l’anteprima italiana del film Mother di Bon Joon-ho sulla misteriosa storia di una donna che vive sola con l’unico figlio, un giovane timido, asociale e disturbato che trascorre il tempo chiuso in casa e che un giorno sarà accusato di omicidio. Di grande richiamo anche Sunny di Lee Joon Ik, drammatico racconto sulla guerra in Vietnam e My dear Enemy di Lee Yoon Ki, film sentimentale ispirato ad un racconto dello scrittore giapponese Azuko Taira.

Ha chiuso il festival Thirst di Park Chan-wook, Premio della giuria al Festival di Cannes 2009. Adattando in chiave fantastica situazioni e tematiche di Therèse Raquin di Emile Zola, il regista piomba lo spettatore dritto al cuore d’interrogativi morali pregnanti, attraverso un’opera di grande suggestione visiva. Al centro della storia, un sacerdote cattolico che, offertosi volontario per la sperimentazione del vaccino contro un terribile virus, soccombe alla malattia, muore e risorge come vampiro.


Pubblicato su: Art a part of cult(ure)
ISSN: 281-4760
Data: 23 marzo 2010

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