Aprite le finestre e cambiate l’aria. Anche Your Film Festival e artapartofcult(ure) possono essere un’occasione

di Fernanda Moneta

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Quando si realizza un film oggi si ha il dubbio se metterlo o no sulla rete perché si pensa al diritto d’autore e si hanno le idee confuse. Pubblico in rete o non pubblico? Dubbio logico. Il dibattito è aperto e su questo dubbio ci si sta giocando il futuro. La cultura di un popolo è un asse strategico o no?

Per il cinema, l’alternativa al non pubblicare è spesso di avere poche occasioni di far vedere il proprio lavoro e siccome il cinema esiste solo se qualcuno lo guarda, non farlo vedere è la sua stessa negazione.

Peraltro, se così non fosse, basterebbe produrre icone e menù. O anche basterebbe distribuire dvd vuoti e dire che si tratta di un’operazione concettuale. Negli anni 70, la Mondadori pubblicò un libro nella collana “Oscar” che aveva tutte le pagine assolutamente bianche. All’epoca la grande editoria italiana sperimentava, le librerie avevano il coraggio di occupare magazzino con opere rischiosissime e il pubblico dei lettori era disposto a farsi trascinare.

Una volta si diceva: mi si nota di più se vengo alla festa o se non vengo? Cosa che anche oggi resterebbe un bel dilemma se non fosse che la festa è globale e che a forza di avere paura di giocare con gli altri si rischia di veder morire la propria cultura. Come autori ci si deve confrontare con il mondo, anche a costo di prendersi qualche batosta. Anche se ogni scarrafone è bello a mamma soja, c’è troppa paura e diffidenza a far vedere i propri lavori in rete. Eppure, è dei film pubblicati su YouTube che si discute e che diventano tormentoni culturali. Certo, per uscire dal mucchio c’è bisogno di un assist di altri media, meglio la tv.

Chi non ha mai visto corti come Mobbasta! di Bruno Liegibastonliegi (mandato in onda da Mediaset e ripreso da La7) vada a questo link: http://www.youtube.com/watch?v=z99DFa7x1Mo, e già che c’è, si faccia un giro su google e facebook.

Apriamo le finestre e facciamo cambiare l’aria: usciamo e guardiamo cosa c’è fuori da qui.

Scopro con piacere questa iniziativa promossa (anche) dalla Biennale del cinema di Venezia, il cui nuovo direttore è Alberto Barbera, un veterano ma con un inestinguibile spirito di ricerca.

Your Film Festival è un concorso per premiare i migliori cortometraggi provenienti da tutto il mondo.

Si tratta di un’iniziativa di YouTube in collaborazione con Emirates, la Biennale di Venezia e con (udite, udite) la Scott Free Productions, la casa di produzione del regista di Blade Runner.

Tutti sanno di cosa parlo se scrivo Blade Runner anche se nel 1982 non erano nati. Anche solo poter sognare che la casa di produzione di questo film visioni il nostro cortometraggio, tra tutti i corti, è una ventata d’ossigeno.

Per partecipare, i registi devono presentare un cortometraggio di 15 minuti (non 14, non 16, ma 15 minuti) e caricarlo sul sito http://www.youtube.com/yourfilmfestival.

C’è tempo fino al 31 marzo.

Se poi volete far girare il link a cui avete caricato il vostro lavoro, quando lo avrete fatto, inseritelo nei commenti a questo articolo, lasciando il vostro nome e cognome (veri!): anche artapartofcult(ure) può essere un’occasione.


Pubblicato su: Art a part of cult(ure)
ISSN: 281-4760
Data: 20 febbraio 2012

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