Multitasking e pragmatica del pensiero medioevale, 01

di Fernanda Moneta

Mente umana

Quindi non possiamo parlare con verità di esistenza del tempo,
se non in quanto tende a non esistere.
S.Agostino, Confessioni XI, 15,18.

Il punto di svolta del pensiero capitalista è stata l’applicazione della catena di montaggio. Le necessità della produzione hanno determinato la semplificazione dell’azione individuale per renderla meccanica: è qui che è nato il mito dell’essere qui e ora al cento per cento. Ed è qui che è nata l’alienazione.

Il cervello umano è infatti, per sua natura, predisposto al comportamento multitasking[1], grazie alla corteccia prefrontale anteriore (Area Brodmann 10) dove vengono lasciati in stand by i compiti mentali non completati. Questa zona del cervello ha neuroni coinvolti in operazioni multiple[2] e media l’abilità del cervello di deviare temporaneamente da un’operazione principale, per esplorare operazioni alternative, per poi ritornare all’operazione principale, tamponando, così, gli svantaggi di svolgere compiti multipli.

È l’Area Brodmann 10, che dà l’illusione di agire simultaneamente, mentre in realtà stiamo compiendo una rapida successione di azioni mentali. Passiamo cioè da un’azione all’altra, da un pensiero all’altro, così rapidamente che non ci rendiamo conto di questo palleggio. L’atteggiamento multitasking è possibile grazie a un sistema di supervisione attenzionale[3] e allo slave mechanisms[4]. C’è inoltre un principio fondamentale dell’organizzazione della mente, la quale compie sempre una scelta di priorità, stabilite in base ad un catalogo di decisioni gerarchizzate.

La mente umana, cioè, è in grado di eseguire contemporaneamente due o più attività con la stessa efficenza di quando le segue una alla volta, se queste non interferiscono eccessivamente tra loro, non utilizzano lo stesso dominio percettivo e se non entrano in conflitto. Nel caso contrario, deve decidere a quale dare priorità[5]. Questa decisione è presa in base ad un catalogo (che può essere personale e/o condiviso a livello sociale) che definisce l’importanza relativa delle varie attività e dunque le gerarchizza, di volta in volta.

È tipico di ogni cultura dominante, assolutizzare se stessa e il capitalismo, di cui la fase digitale rappresenta il momento della maturità, non fa eccezione.
Per un lungo periodo, il capitalismo digitale ha prodotto due tipi di analisi teoriche: quelle di chi si rifiutava di accettare la novità e quelle dei maestri della pioggia, che la enfatizzavano come il nuovo assoluto. In realtà si tratta di un’interazione complessa tra culture proprie di varie epoche.

Nel medioevo, la rete umana su cui si basa il vassallaggio, sviluppa codici, norme e rituali, che regolamentano tutto l’insieme dei rapporti sociali e politici. Quello medioevale diventa però un sistema nel momento in cui i suoi codici, tra il VIII e il IX secolo, sono riconosciuti dalla maggior parte del mondo conosciuto. Oggi, almeno in questa fase, le regole comportamentali dettate dal digitale non sono state scritte in modo organico, ma esistono già precisi codici di comportamento, interculturali, universalmente riconosciuti. L’ubiquità applicativa lo rende, infatti, omologo di una religione universalmente riconosciuta, con un suo precipuo galateo.

VideocameraBasta guardarsi attorno. Ad esempio: chi registra con una videocamera, anche amatoriale, un evento, ha il diritto di passare avanti anche a costo di oscurare la vista all’umano che sta dietro di lui, se questi non ha a sua volta una videocamera, anche se si tratta di una donna, un anziano, un handicappato o un bambino. Al limite, per puro atto di cortesia, potrà facilitare la fruizione mediata dell’evento dal display. Cioé: tra occhio umano e occhio digitale passa avanti quest’ultimo.

Molte tecnologie applicate dal digitale si basano su forme di pensiero, metodiche di decriptazione della realtà, che sono state messe a punto nel medioevo. Il multitasking è una di queste.

Di derivazione informatica, ma da tempo entrato nel linguaggio quotidiano, il termine multitasking è utilizzato per descrivere la capacità alternativa al modello operativo sequenziale, di eseguire compiti multipli, di rispondere a stimolazioni e ad input diversi, contemporaneamente[6].

Il risultato è uno stato di attenzione parziale continua, la cui conseguenza per la mente umana, è stata definita ultimamente sindrome da interruzione continua, classificata come patologia.

L’entrata “in chiaro”, nel quotidiano, del multitasking, segna la fine dell’illusione di poter essere qui e ora, presenti in una stringa di spazio/tempo al cento per cento: un mito divulgato dal capitalismo nella fase della sua rivoluzione culturale, quando era teso a oscurare e/o fagocitare la cultura medioevale, che il multitasking (esistere contemporanemente su più piani di realtà) lo dava per scontato.

Leggi anche:

 

Note

  1. Koechlin, E., Basso, G., Pietrini, P., Panzer, S., & Grafman, J, The role of the anterior prefrontal cortex in human cognition, in Nature, n.13, pp.148-51, 1999.
  2. Yu, H., Farley, B.J., Jin, D.Z., & Sur, M., The coordinated mapping of visual space and response features in visual cortex, in Neuron, n.47, pp.267-80, 2005.
  3. Rubinstein J., Meyer D., Evans J., Executive Control of Cognitive Processes in Task Switching, in Journal of Experimental Psychology: Human Perception and Performance, American Psychological Association, vol.27, n.4, pp.763-797, 2001.
  4. Norman, D.A. & Shallice, T., Attention to action: wiled and automatic control of behavior, in R.J. Davidson, G.E. Schwarts, & D. Shapiro (Eds.), Consciousness and self-regulation. Advances in research and theory, vol. 4, pp. 1-18, Plenum Press.
  5. Cocchini, G., Logie, H., Della Sala, S., MacPherson, S.E., & Baddeley, A.D., Concurrent performance of two memory tasks: evidence for domain-specific working memory systems, in Memory & cognition, n.30, 1086-95, 2002. New York, 1986.
  6. Watter, S. & Logan, G.D. (2006). Parallel response selection in dual-task situations. Perception & psychophysics, 68, 254-77.

Pubblicato su: Art a part of cult(ure)
ISSN: 281-4760
Data: 01 maggio 2009

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...